Venerdi 27 + sabato 28 aprile h 21  Hotel Palace

Yves-Noël Genod (F)
Hotel Palace
performance, prima italiana, produzione Xing/Live Arts Week

Borderline, radicale e folgorante, artista e artigiano, Yves-Noël Genod realizza spettacoli ispirati ai contesti, fabbricandoli sul corpo delle persone come un sarto: haute couture a partire dagli interpreti, dai luoghi e dai pubblici. Grande attenzione quindi sulla 'presenza', siano danzatori, attori, cantanti, professionisti, amatori, tecnici. Il lavoro che presenta a Bologna è una performance inedita, in cui ancora una volta praticherà l'arte dell'equilibrismo tra messa in scena e improvvisazione assieme ai suoi interpreti preferiti. Con le sue creazioni 'non premeditate' Genod rimette in questione il teatro. Quasi senza regia - il meno possibile da parte mia - e tutti i sensi saranno lasciati disponibili. E' questo il mio piacere di regista: non far nulla, lasciar fare, lasciar agire alla sola condizione - molto esigente e dittatoriale, in un senso - che l'azione crei piacere. Genod ricrea l'intensità di una sospensione, momenti effimeri, istanti che si rinnovano mai identici. La dimensione di intimità che propone, tra confessione e invettiva, richiede la connivenza col pubblico, attraverso tutte le risorse emotive. Serve empatia. E Yves-Noël Genod è un grande delinquente della nonchalance.

Teoria

Io sono ciò che mi sta intorno.

Le donne lo capiscono.

Una non è una duchessa.

Cento yarde dalla carrozza.

Questi sono dei ritratti, quindi:

Un vestibolo nero;

Un letto alto chiuso da tende.

Questi sono solo degli esempi.


(Wallace Stevens)
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messa in scena Yves-Noël Genod
con Jonathan Capdevielle, Marlène Saldana, Thomas Scimeca, Katy Moran & guests
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Yves-Noël Genod artista francese, creatore pluri-disciplinare inclassificabile. Ha collaborato con Claude Régy, François Tanguy, Wayne Byars, Loïc Touzé e Latifa Laâbissi e molti artisti della scena sperimentale francese. Realizza spettacoli, happening, performance, interventi ibridi, progetti improbabili dai toni leggeri e densi, in cui le apparenze si sfaldano allegramente. "I miei progetti sono di natura poetica - questo significa necessariamente lo scarto di valori, la distruzione di immagini, il saccheggio delle mercanzie e la loro ridistribuzione". Le sue creazioni (ad oggi ne ha prodotto una quarantina) hanno spesso forma di eventi unici presentati in molti teatri parigini: Laboratoires d’Aubervilliers, La Villette, Théâtre national de Chaillot, Ménagerie de Verre Paris, Théâtre Rond-Point Paris, Lieu Unique Nantes, TNT Bordeaux, Centre chorégraphique de Rennes, Centre chorégraphique de Montpellier. Dal 2008 cura giornalmente il blog Le Dispariteur.
http://ledispariteur.blogspot.com
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