Mercoledì 25 aprile h 16.00>24.00  Palazzo Re Enzo

Hartmut Geerken (D)
The White Screen is a Red Cape
durational cinema + live, prima italiana

The White Screen is a Red Cape è un film in progress avviato a metà degli anni ’70 che ha raggiunto la durata di ventisei ore. Il film, nato nell’epoca dell’invasione sovietica in Afghanistan, è un assemblaggio di immagini in 16mm e in video, provenienti da fonti disparate in parte raccolte e in parte girate dallo stesso Geerken. Un 'fast footage film', disseminato di rarità sonore e momenti visivi di pura estasi. La versione del film presentata a Live Arts Week, si dispiega lungo l'arco di otto ore, segmentata in tre sale contigue e accompagnata da una serie di intarsi sonori performati dal vivo da Hartmut Geerken e da inserti audio estratti dalla sua vastissima collezione di nastri. Un invito ad immergersi in un mondo traslucido, un vasto archivio storico vivido e stralunato.
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Hartmut Geerken, nato nel 1939 a Stoccarda, appartiene a quella generazione che nel secondo dopoguerra decide di partire per una serie di ricerche geografiche e culturali, contribuendo all'ampliamento della percezione e dei riferimenti che avrebbero relativizzato molte certezze e centralismi della tradizione europea. Studia lingue orientali, religioni comparate e filosofia a Tubinga, Constantine (Algeria) e Istanbul. Fra il 1966 e il 1984 lavora nei Goethe Institut del Cairo, Kabul e Atene. Geerken è parallelamente compositore, musicista, filmaker, attore, micologo, taglialegna ed editore di autori legati all’ambito letterario dada ed espressionista. All’età di otto anni inizia a suonare il piano e a quattordici esegue il suo primo concerto radiofonico suonando Bela Bartok. Dopo un’educazione classica scopre il jazz e la musica contemporanea, studiando con Karlheinz Stockhausen, György Ligeti, Aloys Kontarsky e collaborando con John Tchicai, Salah Ragab, Famoudou Don Moye, Sunny Murray, Grace Yoon, Don Cherry, Takehisa Kosugi, Sainkho Namtchilak, Robert Lax, e l’Art Ensemble di Chicago. All’epoca della sua permanenza al Cairo invita Sun Ra a ricongiungersi con la sua terra spirituale e, in quanto proprietario di uno dei più completi archivi di Sun Ra al mondo, dal 1994 organizza annualmente l’International Sun Ra Convention. Ha co-editato l’edizione completa in 35 volumi dell’intera opera filosofica di Salomo Friedlaender/Mynona e realizzato una quantità innumerevole di libri, Lp, Cd, mostre e film.
www.hartmutgeerken.com
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